Coach Alessandro Spanakis, quali indicazioni ha ricavato dal primo allenamento congiunto stagionale?

“Intanto voglio dire che sono davvero felice di aver potuto riassaporare il gusto del campo, del confronto con un avversario. Erano sette mesi che non avevo questa possibilità, precisamente dalla finale di Coppa del 25 febbraio, ed è stato bello poter tornare a fare ciò che più amiamo. La partita ci ha messo di fronte alle difficoltà che mi aspettavo, per caratteristiche dell’avversario e per la nostra condizione generale”.

Qual è l’attuale condizione fisica della squadra, il gruppo è già nel punto nel quale lei e lo staff vi auguravate?

“Io e lo staff ci siamo dati come priorità quella di rimettere in condizione i ragazzi in modo graduale e puntando molto su un lavoro che di certo non può dare i suoi frutti oggi, ad un mese dall’inizio del campionato. Le prime tre settimane abbiamo dato priorità al lavoro fisico ed i ragazzi lavorano bene, avendo capito quanto sia importante questo aspetto dopo uno stop forzato così lungo”.

Su quali aspetti del gioco è rimasto maggiormente soddisfatto e su cosa invece ci sarà più da lavorare?

“Ho visto il tentativo di mettere in atto alcune situazioni provate in allenamento, questo per me è l’aspetto primario in queste prime amichevoli. Sono molte le cose su cui ci sarà da lavorare ma la priorità ora è quella di affinare le intese, soprattutto nel sistema di ricezione e in quello tra palleggiatori e attaccanti. Aspetti sui quali sapevamo di essere un po’ indietro”.

L’affiatamento sulla diagonale tra Salsi e Romanò, che già avevano giocato insieme in Nazionale alle Universiadi, sembra buono; qual è il suo giudizio al riguardo?

“Sono ragazzi giovani e con qualità importanti; hanno giocato insieme per un breve periodo in Nazionale b ma hanno già un buon feeling, fuori e dentro al campo. Ovviamente questa loro intesa va affinata e questo passa anche tramite le difficoltà che questi test precampionato ci creeranno”.

La squadra ha forzato sin dall’inizio con la battuta, quanto potrà essere rilevante questo fondamentale nel team che lei vuole costruire?

“Non direi che la squadra abbia forzato al servizio, piuttosto direi che abbia cercato di non abbassare la qualità del proprio gesto tecnico. Il servizio con il passare degli anni sta assumendo sempre maggiore importanza, soprattutto nell’altissimo livello e in questo momento per noi l’aspetto tecnico deve essere senza dubbio predominante rispetto alla gestione tattica fatta in base all’avversario. E’ un processo, tecnico e mentale, che richiede del tempo ma tutti i ragazzi lavorano per questo con grande determinazione”.

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